Pur essendo fuori tema, vi prego di visitare il sito http://www.aiutiamofido.org.
Se potete, portate a casa per sempre un "peloso" oppure adottatelo a distanza oppure date un piccolo contributo. Grazie.
mercoledì 27 agosto 2008
giovedì 21 agosto 2008
Cucina nuova, vita nuova. (1 di molti)

Vorrei progettare e realizzareuna nuova cucina.
I vincoli sono:
- lo spazio disponibile, vorrei utilizzarel'attuale tinello attiguo alla cucina da smantellare, è di 3,40 x 2,50;
- pochi soldi :). Devo però ancora definire il budget. Non credo di poter dedicare più di 3.000,00 € a questa opera;
- inizio lavori primavera 2009, fine lavori estate 2009
giovedì 7 agosto 2008
Gli orti di guerra
Mi rendo conto che l'argomento non è dei più divertenti ma nell'ultima settimana ho sentito spesso parlare di orti di guerra e ho deciso di documentarmi. Un mio collega ha tirato fuori l'argomento chiedendomi un consiglio su come trasformare il suo piccolo giardinetto in un "orto di guerra". Secondo lui ci troviamo in una situazione analoga a quella che ha fatto nascere gli "orti di guerra" in italia durante la seconda guerra mondiale. 
La foto in bianco e nero ritrae appunto un "orto di guerra" realizzato durante la seconda guerra mondiale a piazza Venezia a Roma. Poi, lo scorso 1 Agosto, il mio food-ologo preferito, Mark Bittman, nel suo blog Bitten, parlando dell'orto impiantato davanti il palazzo comunale della città di San Francisco (USA), mi ha fatto conoscere i "Victory Gardens".

L'immagine a colori riporta un poster USA stampato durante la seconda guerra mondiale che invita a impiantare victory garden per "dar da mangiare alla patria".
E allora? Direte voi. Ebbene, ..., anch'io ho un "orto di guerra". Il mio è nato dalle seguenti esigenze distinte:

La foto in bianco e nero ritrae appunto un "orto di guerra" realizzato durante la seconda guerra mondiale a piazza Venezia a Roma. Poi, lo scorso 1 Agosto, il mio food-ologo preferito, Mark Bittman, nel suo blog Bitten, parlando dell'orto impiantato davanti il palazzo comunale della città di San Francisco (USA), mi ha fatto conoscere i "Victory Gardens".

L'immagine a colori riporta un poster USA stampato durante la seconda guerra mondiale che invita a impiantare victory garden per "dar da mangiare alla patria".
E allora? Direte voi. Ebbene, ..., anch'io ho un "orto di guerra". Il mio è nato dalle seguenti esigenze distinte:
- poter disporre di un quantitativo di verdure decoroso senza per questo dover accendere un altro mutuo ipotecario oltre a quello già acceso per acquistare l'abitazione dove vivo;
- risentire i profumi che credevo spariti per sempre come quello del pomodoro maturo e del basilico appena colto;
- riprovare i sapori oramai demodé di melanzane piccantelle e amarognole e broccoletti pungenti.
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